giovedì 9 novembre 2017

Children of the Whales di Abi Umeda



Titolo: Children of the Whales (in originale  Kujira no Kora wa Sajou ni Utau - クジラの子らは砂上に歌う, che può essere tradotto come "I figli delle balene cantano sulla sabbia" ).

Autrice: E' Abi Umeda, che ha debuttato nel 2007 con lo shounen sportivo sulla pallavolo Full Set. In seguito, sempre per la casa editrice Akita Shoten, ha spaziato fra i generi shoujo e shounen fino ad approdare nel 2013 sulla rivista Mystery Bonita, dove ha iniziato la sua opera più famosa (che è appunto Children of the Whales). 

Informazioni varie: Children of the Whales conta al momento dieci volumi, ed è tutt'ora in corso di pubblicazione. Dopo la produzione di un'opera teatrale con attori in carne e ossa, all'inizio del 2017 è stato annunciato l'anime, trasmesso in questi giorni in Giappone e in arrivo a breve (mi dicono) sulla piattaforma streaming Netflix. Il manga in italiano è edito da Starcomics



Trama fornita dalla casa editrice (attenzione spoiler!) : "93° Anno dall' Esilio della Sabbia. La Balena di Fango è una nave alla deriva in un mondo dove la sabbia ha ricoperto ogni cosa. Ospita circa cinquecento abitanti, dei quali nessuno ha mai conosciuto il mondo esterno. Gli individui in grado di usare la Thymia, il potere psichico generato dai sentimenti, vengono chiamati "marchiati", quelli che invece non ne sono capaci "non marchiati", e i primi passano tutti a miglior vita poco prima di compiere i trent'anni. Un giorno Chakuro, il giovane archivista della comunità, incontra Lykos, una ragazza che vive su un altro relitto in balia del Mare di Sabbia. Si tratta della prima abitante del mondo esterno che incontra, ma è anche un' Apatheia, un guerriero senza emozioni , ed è fredda come una bambola. 
Riappropriandosi a poco a poco dei propri sentimenti grazie all'interazione con Chakuro e gli altri, Lykos incontra il consiglio degli anziani, coloro che detengono il vero potere sulla Balena di Fango , e li esorta a scappare proprio nel momento in cui la nave viene attaccata da inquietanti soldati con i volti coperti da inquietanti maschere...

NOTA: Ho riportato il riassunto presente nel secondo volume, togliendo e modificando le parti più spoilerose. 


Commento di Yue: Una delle cose che più amo dell'essere lettore è il ricredersi su qualcosa,  che magari all'inizio - e superficialmente- hai liquidato come poco interessante . 
E' il caso di quest'opera: al momento del suo annuncio, infatti, non mi ha entusiasmato, ed anche su questo blog ricordo di averne parlato molto freddamente.
Ebbene, dopo aver letto i primi due volumi -e finalmente con cognizione di causa- posso affermare che Children of the Whales è una delle serie più interessanti fra quelle pubblicate da star in questo periodo. 

Il genere è fantasy, e l'incipit è uno dei più utilizzati: abbiamo infatti una comunità chiusa ed efficente (gli abitanti della Balena), che improvvisamente viene turbata da un estraneo ( Lykos), esponente del mondo "di fuori". Alcune persone sono affascinate da questa misteriosa ragazza - vedi il protagonista, che è il primo ad incontrarla-, altre invece sono ossessionate dal mondo sconosciuto che rappresenta (come il ribelle Ouni). Fatto sta che il suo arrivo sulla Balena darà inizio ad una serie di avvenimenti che cambieranno per sempre la vita di molti dei suoi abitanti. 

Abi Umeda crea un universo molto particolare e intrigante: una nave in balia di un mare di sabbia apparentemente sconfinato , dove gli abitanti vivono secondo regole e gerarchie ben definite. La magia (thymia) nasce dai sentimenti , e dimostrarli troppo apertamente (come ad esempio piangendo ad un funerale) è considerato tabù. Da dove arriva questo antico retaggio? Qual'è la vera origine di questo popolo alla deriva nel mare di sabbia? I misteri sono tantissimi, e l'autrice, si prende più della metà del primo volume per intessere lo scenario e presentare i personaggi. Sì, perché i personaggi sono tanti, e quasi tutti hanno il loro "momento di gloria", che riesce a definirli e a caratterizzarli con l'utilizzo di poche pagine o addirittura vignette. L'ambientazione ha chiari echi Miyazakiani (è impossibile non pensare immediatamente a Nausicaa),  ma devo dire che graficamente, e soprattutto per quanto riguarda il chara di alcuni personaggi, mi ha ricordato tantissimo The Five Star Stories: i soldati vestiti da Pierrot, la foggia di alcuni abiti, l'aspetto androgino di praticamente tutti i personaggi e soprattutto la piccola e misteriosa Neri mi hanno fatto pensare più di una volta allo stile di Mamoru Nagano.


Come dicevo, alla fine del primo volume succede il finimondo, con momenti anche drammatici e colpi di scena. Nel secondo il ritmo torna a "rilassarsi" un attimino, ma è solo un preludio ad eventi ancora più sconvolgenti. Ho già spoilerato abbastanza sulla trama, quindi mi limiterò a dire l'essenziale : i primi due volumi sono incredibilmente appassionanti, e mai come in questo caso la frase "li ho divorati", per quanto naif, calza a pennello.
Al momento del suo annuncio, a frenarmi era stato lo stile dell'autrice (che da quel poco che avevo trovato su internet non mi aveva entusiasmato), ma a parte l'irritazione del non riuscire a capire immediatamente il sesso dei personaggi , devo dire che la Umeda e molto brava nel costruire tavole evocative ed emozionanti, ed è altrettanto brava nel ritrarre scene drammatiche e violente. Molto peculiare anche la scelta di fare le copertine tutte uguali come composizione (cambiando solamente i personaggi).

In definitiva, Children of the Whales è un'opera che mi ha piacevolmente stupito e che consiglio caldamente: non ho grandi difetti da riportare, a parte forse il protagonista piagnucolone e troppo buono che però, già dal secondo volume lascia intendere futuri cambiamenti. Gli elementi shoujo (da me sempre graditi, ma che potrebbero spaventare qualcuno) sono talmente ben inseriti e amalgamati nella trama che davvero, sembra di trovarsi davanti ad un seinen.

Insomma, provatelo! Non ve ne pentirete.






venerdì 3 novembre 2017

A Day in Lucca - Reportage pieno di disagio del Lucca Comics & Games 2017

Ottobre è volato e, no, tutto sommato non è stato un grande mese. E anzi, a dirla tutta è dalla fine dell'estate che sono in un periodo - perdonate la finesse - un po' di merda. 
Ma immagino che ai pochi lettori rimasti questa cosa interessi poco, tanto più che sembra proprio la solita scusa triste per gli scarsissimi aggiornamenti. Beh, comunque eccomi qui, con l'attesissimo (da chi?) reportage della mia toccata e fuga al 




Quest'anno Lucca è stato l'ultimo dei miei pensieri, quindi mi sono ritrovato il giorno prima senza:

A- Biglietto
B- Aver dato un' occhiata alla mappa.

La conseguenza del punto A è stata "Hey, sarà meglio partire presto, così vado alla biglietteria creepy nella fabbrica abbandonata , dove ci sono meno persone!". Così faccio, ma la biglietteria *conseguenza del punto B* non c'è. In realtà ho scoperto dopo che è stata spostata in una via vicina, ma in quel momento, preso dal panico, mi sono precipitato a quella della Stazione Ferroviaria, e c'era già IL MONDO. Dopo un'oretta e qualcosa, riesco comunque a fare il biglietto, e tutto sommato devo dire che mi è andata decisamente bene (ho letto di persone che han perso la mattinata per il fottuto biglietto). Non è stata una grande ideona ridurre le biglietterie, cari organizzatori!

Preso dal panico (erano le 9 e qualcosa), mi precipito allo stand J-pop, per prendere il tagliando per la sessione di autografi di Taiyo Matsumoto : mi aspettavo li avessero già finiti (vedi delirio con Kaoru Mori) e invece il caro Taiyo non se lo fila nessuno (almeno per il momento). Prendo il tagliandino, ma a dirla tutta l'organizzazione non mi sembra molto migliore rispetto all'anno precedente (anche stavolta devo tornare per farmelo numerare...ma farlo subito, no?) . Primi acquisti della giornata:



Entrambe le edizioni sono davvero belle e ben fatte, ma soprattutto PESE, quindi le spalle cominciano già a dolere. Passo davanti allo stand della Starcomics, ma la calca impressionante di persone - in attesa della pesca allo shikishi- mi fa scappare a gambe levate.  Passo davanti allo stand Renbooks, ma è vuoto. Scatta il panico, ma poi mi rendo conto che è il primo giorno, e che di solito arrivano nel pomeriggio (così infatti è stato, anche se non c'erano le novità che volevo).  Allo stand Flashbook prendo uno dei volumi da me più bramati, ovvero



Adoro Mari Yamazaki, e sinceramente mi aspettavo TUTTO tranne la pubblicazione di questa sua opera (soprattutto da parte della Flashbook! Complimenti davvero per il coraggio). Secondo me avrà vendite molto esigue, ma se amate i manga storici ben fatti (e disegnati superbamente), allora sostenete questo titolo!

Capatina anche allo stand della Shockdom, dove prendo un volume top secret, visto che è un regalo (se siete proprio curiosi...dai, io di questa casa editrice prendo solamente le opere di una dotatissima e giovane autrice italiana, quindi è molto facile da indovinare). Allo stand Goen i soliti standisti con gli occhioni da cerbiatto che non sanno niente di niente della situazione goeniana. Dopo un minuto di imbarazzato silenzio , la mia reazione (e la loro)  è stata questa:



Decido di tornare alla macchina perché lo zaino pesa tantissimo!Poso i volumi e mangio, e torno in fiera (nota: la macchina è a 15 minuti a piedi dal centro).
Passando davanti al padiglione del Games mi viene la folle idea di fare un giretto veloce: il solito inferno puzzolente di sudore! E scopro che lo stand della Multiplayer Edizioni (della quale bramo una certa guida) è in centro, da tutt'altra parte!

Torno nello stand degli editori in piazza Napoleone, e allo stand Bao Publishing (quest'anno bruttarello, lasciatemelo dire) compro uno dei volumi italiani da me più attesi:


Finalmente, dopo anni , sono riuscito ad incontrare Flavia! Come ben sapete, la amo alla follia, ed ho tutti i suoi volumi autografati.  Ma stranamente,  per un motivo o per un altro, non ero mai riuscito a vederla di persona nelle scorse edizioni. Lei è super adorabile, ma non avevo dubbi a riguardo. Ed anche questo suo nuovo libro sembra bellissimo.

Passo da J-pop e mi faccio numerare il tagliando per Matsumoto (sono il numero 4! Evviva!).

Siamo a metà giornata, e mi avvio allo stand della Hazard Edizioni. Qui, a distanza di quasi dieci anni dal nostro precedente incontro, saluto emozionato Emilia Cinzia Perri (scrittrice e sceneggiatrice) e la mitica Deda Daniels (autrice di The Pirate Balthasar, The Mark of Cain e The Flower and the Nose : le storiche fondatrici del sito Osamushi hanno in uscita il primo volume di una bella storia "spiritualmente" ispirata e dedicata ad Osamu Tezuka: La musa dimenticata.


Dopo una chiacchierata e una stupenda dedica (un bel Theo scollacciato), vado alla conferenza di presentazione del volume (insieme ad alcuni amici incontrati all'entrata) , dove le autrici svelano un paio di interessanti retroscena sulla genesi della storia e l'uso dei colori come accompagnamento alle emozioni dei protagonisti. Conto di parlarvi approfonditamente del volume nei prossimi giorni, ma voi segnatevelo perché è davvero un'opera bella e da sostenere. Fra l'altro, è un edizione davvero  pregiata , e costa pure poco! 

E' arrivato il momento di mettersi in fila per la sessione di Taiyo Matsumoto . Arriva con un bel po' di ritardo, ma per fortuna sono fra i primi  e lui e velocissimo a dedicare i volumi! Sono troppo emozionato per fare domande (e non c'è proprio tempo), ma lui è educatissimo ed elegante, proprio come mi aspettavo. Ecco la dedica:


A differenza della Mori, lui non era nascosto nel "baldacchino", quindi , nonostante il divieto di foto , sono quasi certo che ne finiranno parecchie on-line. Insomma, io lo considero uno dei più grandi artisti viventi, quindi sono davvero grato di averlo potuto incontrare di persona. Ah, dimenticavo: la sua mostra a palazzo Ducale è BELLISSIMA! Voi non potete capire la bellezza delle sue tavole e soprattutto delle illustrazioni viste dal vivo
Sono in anticipo rispetto al programma, quindi decido di andare nel padiglione della Multiplayer Edizioni per prendere la guida di un gioco che sto adorando e che si sta rivelando perfetto per attenuare lo stress di quest'ultimo periodo. 


Sì, ho la Switch e sì, sono un Nintendaro, ma non di quelli insopportabili, GIURO!
Si avvicinano le 16:00, quindi mi avvio verso la conferenza J-pop, dove mi ritrovo con gli amici incontrati prima (più tre graditissime new entry ❤). 
La conferenza si rivela bella "frizzantina" (c'è pure il video, mi dicono), ma quando annunciano questi tre titoli ho davvero cominciato ad esultare come un invasato (mettendo sicuramente in imbarazzo le persone che erano sedute con me). Mi riferisco a questo quartetto:


Ovvero:
- Kakukaku Shikajika  : Il manga praticamente autobiografico di Akiko Higashimura (autrice di Kuragehime) , dove racconta il suo sogno di diventare mangaka, e le tribolazioni che ha passato per farlo diventare realtà (QUI una bella recensione di Caroline).

-I sette figli del drago (Ryuu no Kawaii Nanatsu no Ko ) di Ryoko Kui: volume unico con sette storie brevi dell'autrice di Dungeon Food (che adoro! lo sapete no?).

-La Pomme Prisonniere  di Kenji Tsuruta: l'unico dei tre che mi lascia leggermente tiepido, ma di Tsuruta ho sempre preso tutto, quindi...

- Shimanami Tasogare di Yuuki Kamatani (autrice di Nabari) : la BOMBA di quest'anno! Un seinen dalla spiccata sensibilità LGTB  che parla di un giovane studente che viene lentamente a patti con la sua omosessualità incontrando un gruppo di persone straordinarie (che hanno vissuto o stanno vivendo esperienze simili)  , capeggiato da una misteriosa e affascinante donna "senza nome" . Disegni splendidi, ed un tocco di realismo magico che sicuramente piacerà ai fan de Il mondo di Ran!

Dopo la conferenza, ci siamo messi a chiacchierare come vecchie comari per una buona mezz'ora. Alcuni miei amici dovevano tornare nel loro appartamento, quindi, di nuovo in solitaria, mi sono girato lo stand della Nintendo (piuttosto noioso) e la chiesa che ospita la Self Area. Ok, sarà anche una chiesa ma, davvero, è più un luogo di perdizione: quanti splendidi volumi! E tutti più interessanti della maggior parte di quelli editi dalle "grandi" case editrici! Purtroppo, in seguito ad una chiamata sul cellulare, l'ho dovuta fare praticamente di corsa, e alla fine non ho preso niente (ma spero di tornare Domenica perché il volume Melagrana me lo sto sognando anche di notte, e deve essere mio).
Ah, dimenticavo: c'è stata anche una chiamata al cellulare epica, che ha segnato il picco fangirl/boyeggiante della giornata. Ma il contenuto e Top-Secret.

Ad un'ora dalla chiusura, ultimo giro in piazza Napoleone (padiglione delle case editrici) : finalmente riesco ad avvicinarmi allo stand della Starcomics, e questi sono i miei acquisti:



Di Children of the Whales mi aveva incuriosito l'anteprima, e devo dire che il formato più grande del solito mi ha molto sorpreso! Vi farò sapere se è una serie che merita o meno, anche se l'interesse che ha creato in giro mi fa ben sperare. Poi ho preso il settimo volume di Our Little Sister e... insomma... mi sono ritrovato con questo:


Lo posso dire? Ok, lo dico. Io 'sto cavolo di shikishi me lo merito. Perché Banana Fish è stato il mio primo grande amore fumettistico, e quindici anni fa la Yoshida non se la filava proprio nessuno. Ricordo ancora la gioia di trovare altre persone appassionate di questa autrice, e l'emozione e il divertimento provato quando abbiamo fondato sullo smo-forum il gruppo dei Bananisti Anonimi. Ed ancora oggi, che di manga ne leggo sempre di meno, Akimi Yoshida è ancora presente nella mia vita, con quella piccola perla che è Our Little Sister . Insomma, scusate questo momento amarcord ma sono proprio felice!
Unico problema: mi han fatto la foto con lo shikishi per farla vedere ai  giapponesi: se per caso la Yoshida la vede e per il trauma smette di disegnare, non ve la prendete con me, eh!

Alle ore 19:00 ho salutato - malincuore-  gli amici, e me ne sono tornato a casa. Spero di tornare per un'ultimo giretto Domenica, ma anche se non ci riesco, è stata comunque un'edizione molto appagante.

A presto!


lunedì 18 settembre 2017

Tre Highsmith




Oggi, in questo post "letterario" voglio parlare di un'autrice da me molto amata, ovvero Patricia Highsmith. Autrice che è conosciuta da molti per il romanzo Carol, dal quale è stato tratto il recente film di Todd Haynes, e soprattutto per i romanzi che hanno per protagonista Thomas "Tom" Ripley, ovvero Il talento di Mr. Ripley, Il sepolto vivo, L'amico americano, Il ragazzo di Tom Ripley e Ripley sott'acqua.
Ma i tre romanzi che ho scelto sono un po' meno famosi, o meglio, uno è abbastanza famoso mentre gli altri due sono meno conosciuti. E devo dire che , seppur considerati da molti come "minori" sono fra i miei preferiti perché sono dei thriller molto controversi e bizzarri, quasi Coeniani -se mi passate il termine-.

Il primo libro di cui vi voglio parlare è senza dubbio il più noto dei tre, per due semplici motivi: Uno- E' l'opera di esordio di Patricia Highsmith , ovvero quella che l'ha resa famosa a soli 29 anni, e Due - Da questa storia è stato tratto uno dei thriller a mio parere più belli, e anche sottovalutati di Alfred Hitchcock, ovvero Strangers on a Train, che in italiano è arrivato con il titolo L'altro uomo.
Sconosciuti in treno ha una storia quasi Dostoevskiana, molto controversa e cupa , ed ha per protagonista Guy, che è un giovane architetto di grandi speranze che durante un viaggio in treno incontra  tale Bruno , un giovane e alcolizzato bellimbusto. Come succede a volte fra persone sconosciute in treno, il giovane attacca bottone e comincia a raccontare la sua vita. E così Guy scopre che questo Bruno è un mezzo sbandato che vive sulle spalle della madre e che ha un pessimo rapporto con il padre. Anche Guy, suo malgrado, si ritrova a parlare di se, e veniamo così a sapere che sta cercando di divorziare dalla moglie , ma quest'ultima fa di tutto per temporeggiare  e rimandare il divorzio, in modo da impedirgli di sposare la donna che ama attualmente. I due cominciano a parlare degli argomenti più disparati , fino a quando Bruno non se ne esce fuori con una proposta sconvolgente: uno "scambio di omicidi". Il piano è semplice: Bruno ucciderà la moglie di Guy, e Guy ucciderà il padre di Bruno. In questo modo, i sospettati principali avrebbero dei solidi alibi, e la polizia non sospetterebbe mai il coinvolgimento di due sconosciuti nei due omicidi (o un qualsiasi collegamento fra di essi).
Guy prende la proposta come uno scherzo di pessimo gusto, e presto si dimentica della cosa. Ma Bruno... Non è dello stesso parere.
Il seguito non ve lo dico:  leggete il libro!

Perché mi piace questo romanzo? Lo ammetto, una piccolissima parte del mio amore deriva dal fatto che è stato il primo romanzo che ho letto della Highsmith, ma a parte questo, trovo che sia davvero fra le sue opere più riuscite: ci sono già tutti gli elementi cari all'autrice , come ad esempio lo scontro fra moralità e amoralità, e i due protagonisti maschili -Bruno e Guy- che si odiano pur essendo intimamente legati dall'omicidio, sono l'archetipo di moltissime coppie presenti nei suoi romanzi successivi. E poi, come sempre, c'è quel sottile disagio che ti crea il simpatizzare per personaggi abbastanza sgradevoli e malvagi, ed in questo la Highsmith era veramente una maestra. Consigliatissimo!


Il secondo libro di cui vi voglio parlare è The Blunderer, uscito con il titolo italiano Vicolo cieco.
Il protagonista della storia è l'avvocato Walter, un uomo mite e gentile che -come spesso accade nei romanzi della Highsmith- si ritrova intrappolato in un matrimonio infelicissimo. La moglie Clara, infatti, è una donna odiosa e nevrotica, che minaccia il suicidio ogni volta che Walter paventa una separazione. Walter , che a causa dei capricci della moglie ha perso tutti i vecchi amici, trova conforto nell'amicizia con la giovane insegnante di musica Ellie, che però scatena la gelosia di Clara, che cerca di uccidersi con delle pillole. Il gesto riporta Walter fra le sue braccia, ma l'odio di quest'ultimo verso la moglie riaffiora raddoppiato poco dopo. In quel periodo, Walter rimane molto colpito da un caso di cronaca nera locale : una donna viene uccisa nella vicina stazione di sosta degli autobus, e nonostante il marito (un libraio di nome Kimmel) sia il principale sospettato, non ci sono prove schiaccianti della sua colpevolezza. Per Walter quell'omicidio diventerà una vera è propria ossessione: arriverà a ritagliare tutti gli articoli di giornale al caso inerenti, fino a portarlo ad incontrare lo stesso Kimmel (che considera senza il minimo dubbio colpevole). In seguito, chiederà nuovamente il divorzio a Clara, ma quest'ultima glissa e decide di andare a trovare la madre in fin di vita, e farà il viaggio... in autobus. In preda ad una vera e propria ossessione (e completamente in balia del malsano desiderio di uccidere la moglie), decide di seguire l'autobus che ha preso Clara fino alla prima stazione di sosta (come secondo lui ha fatto Melchior la notte dell'omicidio), e di spingerla in un dirupo. Ma arrivato sul luogo, la donna sembra scomparsa. Il giorno dopo, Walter avrà una sconvolgente sorpresa... (non racconto altro, ho già spoilerato fin troppo!).

Perché mi piace questo romanzo? Perché è grottesco, folle, crudele! E la prima volta che l'ho letto ho pensato: Wow, sembra un romanzo scritto apposta per diventare un film dei fratelli Coen! Questo mio commento si basa soprattutto sulla seconda parte del libro (che non vi voglio assolutamente spoilerare), ma vi assicuro che se amate il duo terribile (per film come, ad esempio "L'uomo che non c'era"), amerete anche questo romanzo. E secondo me, anche Noah Hawley (il creatore della serie tv Fargo) ha letto la Highsmith. Dei tre, è quello più difficile da consigliare, quindi leggetelo a vostro rischio e pericolo.

Il terzo e ultimo libro di cui vi voglio parlare è A Suspension of Mercy, uscito in Italia con il titolo Senza pietà. Il protagonista di questa storia è uno sceneggiatore specializzato in serie tv gialle di nome Sydney Bartleby, che vive nel Suffolk insieme alla moglie Alice. Indovinate un po'? I rapporti fra Sydney e Alicia sono tutt'altro che idilliaci, infatti Alicia (di nobili natali) è sempre più delusa e irritata dalla carriera "in stallo" del marito, e le liti sono all'ordine del giorno. Sydney fantastica spesso di uccidere la moglie (il suo modus operandi preferito è quello di spingerla dalle scale, per poi avvolgerla in un tappeto e sotterrarla) , ma non per un reale desiderio di ucciderla, ma piuttosto come esercizio mentale per le sue sceneggiature gialle alle quali sta lavorando. In seguito ad una lite più burrascosa delle altre, Alicia decide di prendersi una pausa e di andare per un periodo indefinito di giorni a Brighton, e Sydney approfitta di questa sua improvvisa partenza per mettere in atto un gioco pericolosissimo: fingere di aver ucciso la moglie, mettendo in atto tutti i piani mentali studiati fino a quel momento (ovvero prendere il tappeto arrotolato, caricarlo in macchina e sotterrarlo in aperta campagna). Da questo "gioco" ricaverà del materiale preziosissimo per i suoi romanzi, ma l'assenza di Alicia si prolunga sempre di più, ed i vicini ed i parenti della donna cominciano a preoccuparsi  seriamente (anche in virtù dello strano atteggiamento di Sydney). Come si suol dire, "Il gioco è bello quando dura poco", e mai come in questo caso, un gioco lungo avrà così tragiche conseguenze!

Perché mi piace questo romanzo? E' stato fra gli ultimi romanzi dell'autrice che ho letto, e ad essere sincero non mi aspettavo chissà cosa. E invece, ok, presenta dinamiche e situazioni già proposte molte altre volte dalla Highsmith (che spesso tende a ripetersi) , ma questo continuo gioco speculare  fra finzione e realtà è affascinante, e contribuisce a creare una tensione fortissima. Si arriva alla fine del libro completamente angosciati, e solo dopo aver letto le ultime righe si può tirare un sospiro di sollievo. Anche se...

Ho scritto un assurdo papirone, ma spero vivamente di avervi un po' incuriositi su quest'autrice. La Highsmith non era una persona amabile, soprattutto nei suoi ultimi anni: in molti la consideravano una razzista ubriacona,  misogina e piena d'odio, e probabilmente era davvero così. Nei suoi romanzi, a trionfare sono spesso i sentimenti negativi, l'odio, l'egoismo e la crudeltà, e spesso traspare una sua visione del mondo pessimista e diffidente del buono nelle persone . Ma il suo talento come scrittrice e innegabile.

Mi piacerebbe tornare della maestra dell'apprensione (come la definì Graham Green), e magari dei numerosi film che sono stati tratti dalle sue opere. Fatemi sapere se siete interessati!



domenica 17 settembre 2017

Il book tag della fine dell’anno… leggermente in anticipo!


La mia amica e super lettrice MariaSte mi ha taggato, quindi ecco le mie risposte!

C’è qualche libro che hai iniziato quest’anno e che senti di dover concludere?

Sì, vorrei finire la trilogia di Gormenghast, iniziata poco prima dell'estate. Al momento ho letto solamente il primo libro -Tito di Gormenghast - e mi sono follemente innamorato dello stile unico e dei personaggi bizzarri di Mervyn Peake! Se amate il fantasy/gotico/grottesco, ve lo consiglio caldamente. Fra l'altro Adelphi lo sta ristampando in formato economico, quindi avete un incentivo in più per recuperarlo. 


 Hai un libro autunnale che ti introduce alla fine dell’anno?

Non ho ben capito questa domanda, quindi la interpreterò a modo mio. Di solito, verso la fine dell'anno -vedi periodo natalizio-  amo leggere classici per l'infanzia che ho snobbato in gioventù, oppure classici "a tema". Un anno fa, ad esempio, ho letto Storia di uno schiaccianoci - Favola di Natale nella versione di Alexandre Dumas (che non mi ha fatto impazzire) , mentre l'anno prima La rosa e l'anello di William M. Thackeray, che ho trovato delizioso. 


C’è una nuova uscita che ancora aspetti?

Sì, "Potrete perdonarla?" di Anthony Trollope, uno degli scrittori vittoriani che preferisco. E' il primo romanzo della serie Palliser, ambientata nel mondo della politica e dell'aristocrazia inglese di fine ottocento: presentata così sembra una cosa pallosissima, ma vi assicuro che Trollope è incredibilmente appassionante , anche quando parla di argomenti "noiosi". Non so quando uscirà, ma spero vivamente prima della fine dell'anno! 


Quali sono i tre libri che vuoi leggere prima della fine dell’anno?

L'inganno di Thomas Cullinan: ho amato il film del 1971 con Clint Eastwood e mi incuriosisce pure il nuovo adattamento della Coppola. Da qui l'interesse verso il romanzo originale , da poco uscito nella prima traduzione italiana. 
L'ultimo degli uomini di Margaret Atwood. Ho sempre voluto iniziare la trilogia post apocalittica/distopica di MaddAddam , e da poco ho trovato il primo libro in ebook (ma spero sempre in una ristampa cartacea). La Atwood è un'autrice straordinaria, la amo alla follia!
Magic (A Darker Shade of Magic ) di V. E. Schwab, perché me ne ha parlato MariaSte e sembra una serie molto interessante. 


C’è un libro che pensi possa shoccarti e diventare il tuo libro preferito dell’anno?

Fra quelli ancora da leggere? Mah, non prevedo grandi sorprese (anche se ci spero sempre) . Fra quelli letti (pochi, visto che mai come quest'anno sono stato in preda al "blocco del lettore") mi ha molto colpito Miss Pym di Josephine Tey: ho sempre avuto un debole per i romanzi ambientati in scuole femminili , e questo bel romanzo (etichettato superficialmente come giallo) si è rivelato una lettura appassionante e sorprendente, con uno splendido studio di caratteri. 


Hai già iniziato a fare progetti di lettura per il 2018?

Come faccio a fare progetti dopo un anno in cui ho letto pochissimo? Spero solamente di riuscire a superare questo blocco: non chiedo altro!

lunedì 14 agosto 2017

A Look in Retro

Ho preso spunto dal grazioso post di Caroline per parlare un po' delle cose che amavo da bambino/ragazzino: erano mesi che stavo pensando ad un post simile, quindi quello di Caroline-chan è capitato proprio a fagiolo! XD
Queste sono le categorie  (io ho aggiunto quella dei "Film") , e se vi va  potete rispondere anche voi, nei commenti o sui vostri blog!:

LIBRI: Come ho già detto altre volte, la mia passione per la lettura è sbocciata piuttosto tardi. Alle elementari ero un bambino decisamente selvaggio e introverso, che ai libri preferiva stare all'aria aperta a fantasticare. L'unico romanzo di quel periodo di cui ho vaghi ricordi è Polissena del Porcello di Bianca Pitzorno, assegnato alla mia classe come lettura estiva. Ricordo che era la storia di una ragazzina che, pensando di essere stata adottata, decide di partire alla ricerca dei suoi veri genitori. Ovviamente non lo finii (arrivai a poco meno della metà), ma le illustrazioni di Quentin Blake mi piacquero moltissimo. 
Alle medie cominciai a leggiucchiare un po' di più , ma niente di troppo impegnativo: scoprii i racconti di Edgar Allan Poe, e nella libreria della classe andava fortissimo un libro breve di Stephen King, ovvero Unico indizio la luna piena. Aveva delle illustrazioni piuttosto raccapriccianti, anche se della storia non ricordo assolutamente NIENTE. 
In prima superiore, all'improvviso, arriva la folgorazione con La storia infinita di Michael Ende. Chiaramente avevo già visto il film, ma il romanzo (che è molto più bello) mi rapì completamente! Mi immedesimavo tantissimo in Bastian, e la storia di Atreiu , dell'Infanta Imperatrice e del NULLA  mi ha segnato a vita (è tutt'ora uno dei miei romanzi preferiti). Fun fact: pur tifando per i protagonisti, il mio personaggio preferito era l'affascinante e malvagia strega Xayde, che appare pure nell'orrendo secondo film. 

Ecco: dopo La storia infinita ho cominciato a leggere tantissimo, ma l'infanzia era già finita! 




GIOCATTOLI: Non ho mai amato macchinine e robe simili, ma da piccolino avevo una passione morbosa per He-Man e avevo praticamente TUTTI i pupazzetti dei personaggi (anche quelli più inutili). Poi ricordo i fottuti Exogini, che erano degli omini di plastica color fluo, che solo in tempi recenti ho scoperto essere tratti dalla serie giapponese Kinnikuman. Ne andavamo pazzi, io e miei amici, ma non mi chiedete il perché. In quel periodo adoravo anche le trashissime figurine degli Sgorbions, e il gioco di carte Mutant Chronicles. Ma chi voglio prendere in giro? I giocattoli più importanti della mia infanzia sono stati i videogiochi
La mia prima console è stata la Sega Master Sistem: ho pochissimi ricordi, e a parte il fatto che ero una schiappa ad Alex Kidd in Miracle World, avevo pochi giochi e brutti. Il vero amore è nato con la mia seconda console, ovvero la/il Supernintendo. In particolare, ricordo tre giochi che mi sono rimasti nel cuore: Secret of Mana, Super Metroid e Earthworm Jim 2
Secret of Mana non era il miglior gioco di ruolo di quel periodo, ma aveva una trama carina, una colonna sonora incredibile , i combattimenti in tempo reale e soprattutto, era possibile giocare in due! Quanti pomeriggi passati con i miei amici su questo benedetto giochino! Non sono mai riuscito a battere il boss finale, e questa cosa è uno dei più grossi rimpianti della mia vita. 
Super Metroid era ed è, senza esagerare, un capolavoro. Ai tempi non esistevano le guide e non c'era internet a portata di mano, quindi era tutt'altro che semplice completarlo . Ma cavolo quanto era bello! Quando ho scoperto per la prima volta che il tizio in armatura che spaccava i culi agli alieni era in realtà una ragazza -cosa assolutamente inedita per i giochi del tempo- mi sono entusiasmato ancora di più: è diventato un gioco iconico anche per questo. 
Earthworm Jim 2 era un platform così geniale da rasentare la malattia mentale! Animato benissimo, con personaggi assurdi ed uno humour supercattivo , brilla ancora per la sua originalità a distanza di   22 anni dalla sua uscita. Purtroppo questa bella serie si è esaurita precocemente, ma io ci spero sempre in qualche bella raccolta (o magari in un nuovo capitolo!) per le console odierne.


CARTONI ANIMATI: I primi due cartoni animati di cui mi sono appassionato sono stati l'anime di Peter Pan (Pītā Pan no Bōken) e D'Artagnan e i moschettieri del re (Anime Sanjushi).
Il primo lo davano la sera poco prima di cena, e siccome non avevo la tv in camera andavo a vederlo in camera dei miei. Mia madre mi chiamava sempre  pochi minuti prima della fine dell'episodio (per cenare), ed ogni volta era una lotta continua! Comunque mi piaceva moltissimo, anche se ho ricordi piuttosto vaghi (e in più persone mi hanno detto che è invecchiato male). 
D'Artagnan e i moschettieri del re non ricordo a che ora veniva trasmesso, ma lo adoravo, ed a scuola giocavamo sempre ai moschettieri!In realtà, anche qui la mia preferenza andava ad uno dei cattivi, ovvero la meravigliosa Milady e la sua scimmietta Pepe! 
In seguito sono arrivati I cavalieri dello Zodiaco, Sailor Moon, Ken Shiro,  Lo strano mondo di Minù , He-man & She-Ra, Jem e le Hologram , Memole dolce Memole, Daitarn 3 e tantissimi altri!



TELEFILM: Avevo l'album delle figurine di Beverly Hills 90210, ma non sono mai stato un grande fan . Da bambino adoravo MacGyver: era la mia serie preferita, e non mi perdevo un episodio! Crescendo mi appassionai anche a Flipper, la serie con Jessica Alba e il delfino (era tremenda, me ne rendo conto) . La serie che ha più segnato la mia infanzia è stata senza ombra di dubbio X-Files: la sigla mi terrorizzava, e i finali ambigui e inquietantissimi delle prime stagioni non mi facevano dormire la notte. Ma quanto mi piaceva! Ricordo con piacere anche quelle trashate di Hercules e Xena, ed anche se ero già grandicello ho adorato alla follia Ally McBeal 



FILM: Da bambino avevo una bizzarra, assurda predilezione per i film con Arnold Schwarzenegger (probabilmente trasmessa da mio padre) : Conan il Barbaro, Terminator, Commando, Predator, Atto di Forza, Terminator 2... Li so tutti a memoria! Che disagio!
Durante l'adolescenza ho virato verso l'horror , (genere che tutt'ora mi piace moltissimo): ne ho visti a bizzeffe (ve la ricordate "Notte Horror" su Italia 1?) ,  e le mie saghe preferite erano quella di Hellraiser (che mi faceva paurissima), e quella di Tremors. A 12 anni, il mio film preferito era Stargate. Per fortuna, con l'età, i miei gusti sono migliorati! XD






sabato 29 luglio 2017

Liebster Awards 2017


Anche quest'anno ho fatto incetta di Liebster awards (almeno cinque, se non ho contato male), quindi mi accingo a rispondere alle millemila domande dei miei amici blogger (anche di quelli che non hanno nominato nessuno!) ,  solamente per soddisfare la vostra perversa curiosità! Contenti? 

Intanto, ecco il regolamento (che io non seguirò nei punti 2 e 3): 
1. Ringraziare chi ti ha premiato e rispondere alle undici domande che ti sono state poste. 
2. Premiare altri undici blogger che abbiano meno di 200 followers e che ritenete meritevoli. 
3. Comunicare la premiazione nelle bacheche dei "vincitori". 
4. Proporre a vostra volta undici domande.

A fine post troverete le mie domande: se vi và, rispondete nei commenti!

LE DOMANDE DI CAROLINE:

1) qual'è stato l'ultimo libro che avete letto? (anche per ragioni di studio, non necessariamente per svago).
Il castello Blu di Lucy Maud Montgomery. Ne ho parlato qui sul blog!

2) mi dite il vostro gioco da tavola preferito?^^
A dire il vero non sono mai stato un grande appassionato di giochi da tavola, ma quando ero piccolo adoravo "Indovina Chi?". 

3) vi regalano un biglietto con destinazione una città europea, e la città la dovete scegliere voi. Dove andreste?
Lisbona. 

4) avete mai avuto una baby sitter da piccoli/e oppure vi guardavano i vostri nonni o parenti (ovviamente nel caso i vostri genitori lavorassero entrambi a tempo pieno).
Niente baby sitter , avevo le nonne!

5) cosa vi attrae di piu' in un uomo o in una donna?
Sarò banale ma gli occhi . 

6) ultimo concerto a cui siete andati? non necessariamente di musica pop , eh!^^
Sono anni e anni che non vado ad un concerto, SIGH.

7) quando leggete un manga (o libro) che ha la sovra copertina, la togliete o no?
Sì, la tolgo.  

8) che segnalibro state usando in questo periodo? ha qualche illustrazione particolare, ve lo siete comprato o ve lo hanno regalato?
Eccoli:

Uno ha un'illustrazione di Macoto Takahashi, l'altro una fantasia presa dal manga Gisele Alain. 

9) un regalo inaspettato che avete ricevuto ultimamente
Una graziosa cartolina. 

10) preferite che vi dicano una bugia (ma assolutamente a fin di bene) o la verità spiccia e cruda?
La verità!

11) qual'è la canzone che state piu' ascoltando in questo periodo?
True Disaster - Tove Lo


LE DOMANDE DI MILLEFOGLIE:

1.  Come ha influito il mondo dei blog e dei social sulla vostra vita da lettori/lettrici? O anche a livello più personale (nuove amicizie, nuove abilità di comunicazione, etc...)
Il bilancio è sicuramente positivo. Grazie ai blog/forum che seguo ho scoperto tantissime opere interessanti, che magari sul momento avevo ignorato o sottovalutato. E mi ha aiutato anche a superare certi pregiudizi nei confronti di generi che evitavo a priori. Scrivere , poi, mi rilassa, anche se con gli anni non sono migliorato poi molto. Per finire, ho anche conosciuto un sacco di belle persone grazie al blog! 

2.  Vi considerate dei "giudici" severi circa le vostre letture? O siete di manica larga con voti e pareri?
Qualche anno fa ero decisamente più severo, e mi arrabbiavo tantissimo se un'opera non mi piaceva o mi deludeva (lamentandomi su forum, blog e quant'altro). Purtroppo non ho mai avuto amici intimi appassionati di fumetti, quindi ero costretto a cercare il confronto altrove. Adesso, sul blog, tendo a parlare solamente delle cose che, più o meno, mi sono piaciute. Amo le stroncature brillanti e divertenti, ma io non sono proprio capace di scriverle! Inoltre detesto dare "voti"!  E' una cosa che mi manda letteralmente in crisi (anche solo mettere le stelline su Goodreads e Anobii). 

3. I vostri espedienti narrativi preferiti, quelli di cui non vi stanchereste mai.
Non ne ho di preferiti, ma mi affascinano i racconti dove una stessa vicenda è narrata da persone diverse, e quindi da diverse prospettive. Una cosa alla Rashomon per capirci. 

4. Quale opinione (in ambito di letture, blog e hobby) tenete per voi perchè vi scoccia essere giudicati e/o perchè si tratta di un'opinione "impopolare" che vi porterebbe a condurre diatribe inutili e infinite? (Voglio totale sincerità e spargimenti di sangue in questo punto, niente peli sulla lingua! +_+)
Non mi faccio problemi, online, ad esprimere opinioni impopolari. Ma dal vivo lo faccio solamente se il mio interlocutore è una persona con cui poter discutere costruttivamente, e la cosa accade molto raramente, purtroppo.
Comunque, se proprio devo lanciare due bombe, eccole: Game of Thrones e Buffy sono le due serie tv più sopravvalutate della storia!!! *fugge* 

5. Se foste i protagonisti di una serie majokko (o simili), di che colore sarebbe il vostro vestito, che poteri vorreste avere e quale sarebbe la vostra mascotte?
Il mio ideale è Michiru Kaiou, che mi assomiglia per bellezza ed eleganza. LOL

6. Un titolo che vi ha fatto avvicinare a un genere che prima non tenevate in considerazione?
Gokinjo Monogatari, che mi ha fatto scoprire il genere shoujo. E che tutt'ora rimane uno dei miei manga preferiti!

7. Qual è invece un personaggio che vi somiglia fisicamente, caratterialmente o in entrambe le cose?
Al momento non mi viene in mente nessuno! 


8. Ci sono delle storie, tipi di relazioni, autori, serie, personaggi (e chi più ne ha più ne metta) che vi piacciono o a cui siete affezionati ma non sapete spiegarvi il perchè, considerando che magari è qualcosa che di solito non rientra nei vostri gusti?
I manga di Chiho Saito. Fin dall'inizio l'ho sempre considerata come la cugina scema della Ikeda, ma con gli anni mi sono affezionato alle sue opere! Anche a quelle più tremende, che farebbero impallidire i romance più improbabili e smaliziati (vedi First Girl). Purtroppo, quando ha cominciato a pubblicare manga veramente belli, hanno smesso di pubblicarla in Italia, fatta eccezione per il suo Valmont (squisito adattamento de Le relazioni pericolose), che consiglio a tutti!

9. Gli stereotipi vi infastidiscono sempre o li riuscite ad accettare a seconda del contesto? (Nelle commedie, per esempio...)
Mi infastidiscono sempre, anche se il livello di fastidio può variare a seconda del genere/bravura degli autori.  

10.  Che lavoro fate/Cosa studiate? 
Il mangaka (lo ammetto, sono Chiho Saito!).


11. Alcune delle vostre prime cotte 2D/Letterarie? Avete la cotta facile? 
Non posso dirlo *arrossisce*


LE DOMANDE DI MARISTE:

1. Caldo torrido o freddo polare? Ovvero siete persone freddolose o insofferenti al caldo?
Bah, spesso mi ritrovo a lavorare in entrambe le situazioni, e devo dire che il freddo polare è decisamente più gestibile. Anche se, invecchiando, divento sempre più freddoloso!

2. Per aver salva la vita dovete leggere un libro trash becero. Cosa scegliere di leggere?
Qualche romance storico di quelli zozzoni! Li adoro. 

3. Che animale volevate da bambini? (Io volevo uno scoiattolo V.v)
Ricordo un periodo in cui mi era presa la fissa per le iguana! Ho sempre amato i rettili, ed un mio caro amico è stato pure ad un passo dal regalarmela. Ovviamente mia madre inorridiva al pensiero, quindi non se n'è fatto niente XD.

4. Se poteste parlare una lingua straniera (senza la fatica dello studio) quale sarebbe?
Direi Giapponese o Arabo.

5. Cosa direste a una versione 10 anni più giovane di voi stessi?
Tante cose, che preferisco non riportare qui. In generale, direi "Divertiti di più, e non avere paura!" 

6. Siete persone mattiniere oppure nessuno vi deve rivolgere la parola fino a dopo colazione?
Mattiniera. 

7. Siete mai stati a una fiera del fumetto (o dedicata alla vostra passione)?
Ho la fortuna di vivere ad una mezz'ora da Lucca, quindi sì, al Comics & Games sono diciassette anni di fila che vado. Per il resto, non amo alla follia le fiere del fumetto, perché sono pigro e comincio ad essere un po' insofferente alla folla. 

8. Vi è mai capitato di alzare lo sguardo al cielo di notte e rimanere incantati dalle stelle?
In passato.

9. Avete mai pensato di mollare tutto e cambiare vita?
Sempre, ma fra il dire e il fare c'è di mezzo il mare.

10. Se poteste avere un super potere, quale sarebbe?
Poter leggere nel pensiero. O anche solamente capire quando le persone sono sincere o meno. 

11. Usavate il diario a scuola? E ora le agende per organizzare gli impegni?
Sì e sì, anche se il diario lo usavo più che altro per disegnarci sopra (dei veri e propri fumetti in stile manga, alcuni dei quali li ho pure conservati per degli anni). 



LE DOMANDE DI HANA:

1. Caffè o tè?
Li amo entrambi. Il tè lo associo di più ai momenti di relax, quindi, negli ultimi tempi ho bevuto decisamente più caffè! 

2. Quanto peso ha una copertina nella scelta di un libro/fumetto da acquistare?
Poco nei fumetti, praticamente nullo nei libri. Sono una persona che prima di comprare un fumetto/libro ama informarsi attentamente , leggendo recensioni e quant'altro. Certo, se esce una nuova edizione di un romanzo che ho amato, magari con una copertina bellissima ed una nuova traduzione, allora cedo più che volentieri!

3. Fanservice: ben accetto o odiato?
Dipende. Se non è troppo invasivo non mi da fastidio. 

4. Avete un portafortuna?
No.

5. Per 24 ore avete la possibilità di vivere la vita di un altro: chi vorreste essere? (valgono sia personaggi reali che di fantasia)
Charles Dickens,  oppure Jane Austen.

6. Il libro delle vacanze durante le elementari: lo finivate prima ancora di arrivare a luglio oppure non ne aprivate nemmeno una pagina?
La seconda. Come ho già detto altre volte, il mio amore per la lettura è sbocciato tardivamente (in terza media), quindi alle elementari leggevo si e no venti pagine, e poi mi facevo fare il riassunto dagli amici XD. 

7. Il vostro rapporto con la matematica.
Da incubo.

8. Grillo o formica?
Una via di mezzo, anche se con l'età mi sto trasformando in una perfetta formichina!

9. Come fate la spesa: entrate in un supermercato e afferrate quello che vi capita sotto tiro, oppure pianificate tutto nei minimi particolari prima ancora di uscire di casa, magari persino controllando i volantini delle offerte?
Pianifico, ma spesso la lista è soggetta a variazioni e aggiunte!

10. Anni '80 o '90?
Anni 90, semplicemente perché ne ho un ricordo più nitido.

11. Personaggio storico preferito.
Elisabetta I d'Inghilterra e l'imperatore Adriano.


LE DOMANDE DI NYU:

1) Qual'è la cosa che avete acquistato con entusiasmo nell'impeto del momento e di cui poi vi siete amaramente pentiti?
Mi capita spesso con i vestiti: in negozio mi sembrano bellissimi, mentre a casa mi trovo spesso a pensare "Ma che razza di maglietta/pantaloni ho preso? Gli specchi dei negozi sono photoscioppati, non trovo altre spiegazioni! 

2) Il vostro frutto preferito?
Le fragoline di bosco. 

3) Siete mai riusciti a scappare da qualche situazione poco carina? Che piano di evasione avete usato?
La più blanda: la fuga senza tante spiegazioni (quando è possibile) . Ad esempio quando mi invitano a feste che si rivelano tremende: fuggo, e dopo mando un messaggino al festeggiato/padrone di casa scusandomi (sono pessimo, i know). Quando invece non posso scappare indisturbato tiro fuori una scusa blandissima del tipo "adesso devo andare!" oppure "Mi stanno aspettando!"

4) Chiacchierate con gli animali (valgono anche le imprecazioni)?
Sempre, e Pippa mi risponde pure!

5) Il vostro giocattolo preferito da bambini?
Il Super Nintendo!

6) Siete mai stati costretti a stare in un posto con una persona (anche estranea) estremamente imbarazzante? Cosa faceva?
Un cliente di mio padre, una volta, è venuto a casa mia all'ora di cena, e si è piazzato da me per aspettarlo (mio padre era con mia madre non ricordo dove). Dopo i discorsi di rito sul tempo e le mezze stagioni che non ci sono più, si è messo a guardare la tv. Il disagio.

7) "Questo prodotto non lo fanno più come una volta..." a cosa potreste riferirvi?
Le Zigulì. Negli anni 90 erano infinitamente più buone!

8) Il colore che non indossate mai?
Il giallo non mi dona. 

9) Tipo di pasta preferita?
Le Mezze Maniche Rigate.

10) Avete un oggetto che conservate gelosamente perchè custodisce un segreto? (ovviamente non voglio sapere di che segreto si tratta ma solo che oggetto è)
E' un'idea romantica, ma ahimè no. Forse ne ho avuti in gioventù, ma non ricordo.

11) Il film del quale vi chiedete "perchè esisti?".
Un buon 60% dei film usciti in questi ultimi anni!


LE DOMANDE DI MISTICANZA:

1- Qual è la casa editrice peggiore per quanto vi riguarda?
Kappalab. 

2- Potete portarvi su un isola deserta unicamente una serie manga, quale scegliereste?
Uno dei miei primi amori, quindi Kaguya Hime (La principessa splendente) o Banana Fish.

3- Se foste un editore manga, quale serie inedita portereste?
Showa Genroku Rakugo Shinju.

4- Qual è il vostro youtuber preferito?
Elisa G. di Gerundiopresente blog

5- Quale serie tv consigliereste a tutti, a prescindere dai gusti?
Six Feet Under.

6- La vostra materia preferita a scuola!
Italiano e letteratura.

7- Il film più brutto che abbiate mai visto
Tanti. Troppi!

8- Leggete manga in altre lingue? 
In inglese.

9- La serie che bramate da tempo ma non avete ancora!
Black Jack di Osamu Tezuka!

10- Vi siete mai pentiti di un recupero mangoso? 
Non in tempi recenti!

11- Ultima domanda un po' particolare, vi propongo un test per verificare se siete psicopatici (è stato creato ad hoc da dei dottorandi di neuropsichiatria di Harward)
Per ragioni di spazio ve ne farò solo una su 5: Siete una ragazza e vi recate ai funerali di vostra madre, tra i posti a sedere vedete un uomo bellissimo e vi prendete una cotta per lui. Purtroppo dopo la celebrazione non siete più riusciti a vederlo... qualche giorno più tardi, uccidete vostra sorella, perché? (Dovete rispondere mettendovi nei panni di questa ragazza)
Perché mia sorella in realtà è un Terminator, e l'uomo bellissimo è in realtà mio figlio, venuto appositamente dal futuro per avvertirmi.

LE DOMANDE DI AYUMI:

1) Il vostro personaggio preferito tra le serie tv che avete visionato e i motivi della scelta
Direi la famiglia Fisher di Six Feet Under. Non sono tutti personaggi amabili, anzi, ma mi sono affezionato moltissimo a loro. E raramente ho visto personaggi, nelle serie tv più recenti, scritti altrettanto bene.

2) Il tipo di persona che non sopportate
Non sopporto le persone troppo estroverse e impiccione. Io sono piuttosto introverso, e quando mi ritrovo in situazioni nuove ho bisogno del mio tempo per adattarmi, ed aprirmi agli altri.

3) Il vostro libro preferito
Impossibile citarne uno solo. Ma se proprio devo dico "Mrs Dalloway" di Virginia Woolf.

4) Universo  in cui vorreste vivere se ne aveste la possibilità
Nessuno in particolare.

5) Tipo Pokemon che preferite e Pokemon che scegliereste come compagno di viaggio
Jigglypuff.

6) 3 cose che fareste in questo momento se non aveste limiti di tempo, denaro o di altro tipo
Viaggiare, studiare una lingua straniera, fare un corso per intagliare il legno.

7) Consigliate una serie anime e una serie manga
Anime: Gankutsuou - Il Conte di MonteCristo. Manga: Come dopo la pioggia.

8) Mangaka preferit*
Reiko Shimizu, Akimi Yoshida, Moto Hagio, Osamu Tezuka, Ryoko Ikeda, Chica Umino, Takako Shimura, Kazuo Kamimura, Tsutomu Takahashi, Usamaru Furuya e tanti altri.

9) Autore o autrice di libri preferit*
Charles Dickens, Anthony Trollope, Mervyn Peake, Ursula Le Guin, Wilkie Collins, Jane Austen, Virginia Woolf, Margaret Atwood, Josephine Tey, Dorothy Sayers, Daphne Du Maurier, Natsuo Kirino, Alexandre Dumas, Lucy Maud Montgomery e tanti altri.

10) Cibo che non provereste mai
Le lumache.

11) I vostri ideali più importanti
Il rispetto.

Queste invece sono  LE DOMANDE DI YUE:

1-Quanto vi piace Say Adieu to Yue da 1 a 10? 
2-Siete mai stati in uno Zoo?
3-Quale canzone canteresti al karaoke sotto casa di Nyu?
4-Siete persone sbadate?
5-Quale volume ruberesti dalle bellissime librerie di Orlando?
6-Il vostro drink preferito?
7-Quale volume in lingua francese recensito da Caroline vorresti vedere pubblicato in italiano?
8-Quale dolcetto prepareresti a Misticanza?
9-La vostra recensione preferita di Millefoglie
10- E quella di Hana-chan
11-Quale film vedresti insieme a Yue? 


venerdì 7 luglio 2017

Il castello blu di Lucy Maud Montgomery



Titolo: Il Castello Blu (The Blue Castle)

Autrice: E' Lucy Maud Montgomery (1874-1942) , scrittrice canadese famosa in tutto il mondo per la serie di Anne of Green Gables (Anna dai capelli rossi), composta da otto romanzi più svariate storie brevi.  Fra le altre sue opere, è bene ricordare la trilogia di Emily of New Moon (Emily della Luna Nuova) e i romanzi stand-alone Magic for Marigold (Marigold) e Kilmeny of the Orchard (Il frutteto incantato). Nonostante la sua fama sia legata principalmente alla sua produzione per ragazzi, ha anche scritto poesie e romanzi per un pubblico adulto, fra i quali, appunto, The Blue Castle

Trama fornita dalla casa editrice: L’immagine che Valancy Stirling vede riflettersi nello specchio è una figura tristemente scolorita. Ha quasi trent’anni e non ha un marito: quanto basta a renderla motivo di imbarazzo e umiliazione per la sua ingombrante famiglia. Valancy vive secondo le regole imposte da una madre bigotta, accoglie con remissione le scelte che altri fanno per lei, non si ribella al personaggio in ombra che nel gioco delle parti le è toccato in sorte. C’è un luogo dei suoi sogni, però, dove si sente libera di riprendersi un ruolo da protagonista: il suo “castello blu”.  La sconvolgente diagnosi di una malattia cardiaca fatale la spinge, però, a uscire dal suo bozzolo di timore e a cercare nel mondo il suo castello: prima, sul limitare di quella “landa desolata” dove abitano i reietti della comunità – Cissy Gay, una ragazza madre malata di tubercolosi, e suo padre Abel, un impenitente alcolista; poi, ancor più lontano, sul Lago Mistawis, dove vive soltanto lo sregolato Barney Snaith, che tutti reputano un criminale in fuga.  Ambientato nel magnifico scenario del Muskoka, dove specchi d’acqua, isole velate dalla nebbia, cascate scroscianti e boschi inestricabili si fondono nel magico silenzio della natura canadese, Il castello blu è uno dei pochi romanzi che Lucy Maud Montgomery scrisse per un pubblico adulto e per reinventare la sua storia di donna. La prosa ironica e brillante della Scrittrice tratta con freschezza temi scomodi, esprimendo tutto lo sdegno che provava per la finzione sociale e l’ipocrisia del suo tempo.

Commento di Yue: Anche a voler relegare Lucy Maud Montgomery nel calderone degli scrittori per l'infanzia (cosa a mio parere sbagliata e limitante), la sua genuina bravura è immediatamente percepibile: leggendo Anne of Green Gables , la prima sensazione che ho avuto è stata quella di trovarmi difronte ad un'autrice incredibilmente brillante e dotata, in grado di creare personaggi talmente vividi e vibranti da risultare indimenticabili (esiste un personaggio femminile più iconico di Anne in tutta la letteratura classica per l'infanzia? Non credo).

Nel mese di Giugno, la piccola (ma preziosa) casa editrice Jo March, ha pubblicato uno dei pochi romanzi pensati "per un pubblico adulto" della Montgomery, ovvero Il Castello Blu (The Blue Castle). Uscito nel 1926, ed accolto abbastanza tiepidamente dalla critica di quel periodo, in seguito a quasi mezzo secolo di oblio è stato ristampato, diventando immediatamente uno fra i romanzi più amati della produzione dell'autrice.



Lo dico subito per gli impazienti : non è un capolavoro, ma pur con le sue imperfezioni l'ho trovato graziosissimo! In questo periodo sto lentamente uscendo da un brutto "blocco del lettore", ed un libro del genere era proprio quello di cui avevo bisogno.

Ma analizziamo più attentamente questo romanzo (cercando di spoilerare il meno possibile): La prima parte, ovvero quella del "risveglio di Valancy" in seguito alla terribile diagnosi è assolutamente brillante e divertente, con dialoghi fulminanti ed uno humour incredibilmente tagliente (e per certi versi scorretto) per l'epoca.  Valancy non è un personaggio immediatamente esplosivo come Anne, ma anche all'inizio del libro, quando viene mostrata in un momento di mite rassegnazione viene descritta come una donna complessa,  piena di desideri ed ambizioni, e quindi il suo cambiamento risulta del tutto naturale. Cambiamento che sconvolgerà pesantemente i numerosi parenti del pomposo clan Stirling, splendidamente descritti e fonte continua di siparietti divertentissimi.
La seconda parte è decisamente più romance e bucolica, e la maturazione personale e sentimentale di Valancy viene descritta con grande delicatezza, anche se non mancano passaggi un po' noiosetti e un filo sdolcinati (ma sempre splendidamente scritti!). Il climax del romanzo è ampiamente prevedibile (io che sono un ingenuo non ho mai creduto a "quella cosa "), ed anche lo svelamento finale sull'identità di Barney richiede un pizzico di sospensione dell'incredulità. Ma tutto sommato, anche se nella seconda parte la storia perde quasi del tutto quella carica satirica e tagliente nei confronti del perbenismo ipocrita delle vecchie famiglie, il finale è l'unico possibile. E a guardare bene, nelle lacrime di Valancy, si possono leggere tante cose: gioia per il suo nuovo status, ma anche rammarico per il suo castello blu, ormai perso per sempre.

Insomma, un romanzo non perfetto, ma incredibilmente piacevole. Ve lo consiglio!

Edizione: L'edizione della Jo March è ottima e con un prezzo contenuto (14 euro).  La traduzione è di Elisabetta Parri, e a inizio volume c'è una bella introduzione delle curatrici e fondatrici della casa editrice, Valeria Mastroianni e Lorenza Ricci. 

mercoledì 28 giugno 2017

Intermission 38 - Meanwhile



No, tranquilli, questo blog non verrà aggiornato fra 25 anni. Ma mi ritrovo a postare sempre meno spesso, quindi , anche stavolta si tratta di un intermission di robe a caso. E credetemi, questa cosa mi crea un fortissimo complesso di inferiorità, soprattutto se guardo a tutti i bei post dei miei amici blogger usciti a Giugno. Non so, ma mai come in questi giorni ho pensato di farla finita una volta per tutte, con Say Adieu. Credo proprio che non sarebbe una gran perdita.

*si toglie la tiara da Drama Queen*

Bene, stavolta cominciamo dalle serie tv: Sense8 è stato cancellato.
Noi fan, abbiamo ammorbato l'internet per settimane, ma nonostante le raccolte di firme, i #renewsense8 e i piagnistei vari praticamente ovunque, è ufficiale: non ci sarà una terza stagione, ne un episodio speciale per chiudere le varie storie.
La delusione è immensa, lo ammetto, soprattutto considerando l'ambizione degli autori e gli enormi costi di produzione. Ma sapete che vi dico? Questo "sentore di morte" l'ho avuto fin dall'inizio della seconda stagione: il cambio di registro è palese , ed è impossibile non notare un' accelerata nelle varie storyline. con tanta carne al fuoco . Secondo me questo cambiamento è stato imposto dall'alto, proprio in virtù del successo , a quanto pare sotto le aspettative, della prima stagione. Ma insomma, al di là di tutti questi discorsi resta solamente una grande amarezza. Mi hanno segato la mia serie guilty pleasure preferita...Come farò, adesso? EDIT :E' stato annunciato uno speciale di due ore, che concluderà la serie!



Per una serie che finisce, una che comincia: American Gods. Non ho mai amato particolarmente il Neil Gaiman scrittore, quindi mi sono avvicinato a questa serie (tratta appunto dal suo romanzo più famoso) attirato più che altro dall'affetto che provo per Bryan Fuller, visionario showrunner di serie da me amatissime come Hannibal e Pushing Daisies. Gli otto episodi sono letteralmente volati, e questa storia di divinità vecchie e nuove mi è piaciuta molto: Il tocco geniale di Bryan è onnipresente, e non mancano le scene fottutamente memorabili (molte delle quali hanno per protagonista una straordinaria Gillian Anderson). Certo, otto episodi sono veramente pochi, ed il finale di stagione non è così esplosivo come uno si aspetterebbe. Ma almeno hanno già confermato la seconda stagione, e speriamo di non dover attendere troppo. Ah, dimenticavo, adoro la opening!




Ladies and Gentlemen, ma la terza stagione di Twin Peaks? Prima di dire qualsiasi cosa, una dovuta premessa: amo questa serie, ma con grande serenità. Non sono di quelli che sanno tutti gli episodi a memoria e fanno le tre di notte leggendo le fan theories su ogni minimo dettaglio, no. E anzi, ho recuperato la serie piuttosto tardi, dopo aver visto ed amato praticamente tutti i film di David Lynch. Quindi il mio approccio alla terza stagione è più da Lynchiano che da Twinpeaksaro , ed episodi come l'ottavo...Lo dico? Mi fanno impazzire! ❤
Alle persone che stanno trovando deludente e assurda questa stagione mi verrebbe da chiedere "Ma avete seguito David Lynch in questi 27 anni? Davvero vi aspettavate qualcosa di stilisticamente simile alle prime due? E' come chiedere ad un disegnatore nel pieno della sua maturità artistica di tornare a disegnare come ai suoi esordi. E' assurdo!
Voi lo state seguendo? Cosa ne pensate?



Bene, è tutto per quanto riguarda le serie tv. Passiamo ad un paio di commenti brevi su alcune recenti letture: Avete preso il primo volume di Come dopo la pioggia? A me è piaciuto un sacco. Ha quell'eleganza delle vecchie commedie romantiche, ed i protagonisti sono molto interessanti e insoliti: per una volta, non abbiamo una studentessa timida e disagiata, ma una splendida atleta, che si dichiara praticamente subito! Ed anche il protagonista maschile (il mite e gentile direttore di un family restaurant) suscita immediatamente curiosità e simpatia.
Sono proprio curioso di scoprire quali binari seguirà la storia (ci sarà davvero la svolta romantica fra due persone così diverse e lontane per età?), e so già che la bimestralità mi ucciderà lentamente.

Ho letto anche "Un anno senza te", di Giopota e Luca Vanzella, e pure questo mi è piaciuto da morire . La storia, in realtà, è piuttosto semplice (rientra a pieno nel genere "delicato coming of age sentimentale"), ma è la sua esecuzione sia narrativa che stilistica ad avermi colpito, per la sua originalità e intensità: come dice il proverbio (?) non è importante il "cosa" si racconta, ma il "come".
Personaggi adorabili, una Bologna reale e immaginaria al tempo stesso e un sottofondo di realismo magico , fra episodi con soffici coniglietti che cadono dal cielo e altri che sembrano diretti da Jean-Pierre Jeunet. Insomma, un volume in tutto e per tutto sorprendente.
Se volete approfondire, vi consiglio vivamente la recensione di Orlando su Fumetti di Carta .

Anche per stavolta è tutto. Alla prossima! (forse).


  
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